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Il modello OSI


9 Nov 2019 - Reti


Il modello OSI

Il modello ISO OSI è uno standard impiegato dal 1978 che stabilisce la logica architetturale di una rete di calcolatori.

Nel precedente capitolo si è parlato di cosa siano gli indirizzo IP.

Non ci resta che analizzare anche gli altri pezzi del
modello ISO/OSI.

Infatti gli indirizzi IP sono una parte di ciò che è chiamato
modello OSI.

Cerchiamo di approfondire meglio ciò che esso significa e perchè è importante nella costituzione di una rete.

Open System Interconnection

L’ Open System Interconnection, fu promosso dall’ International Organization for Standardization (ISO) per definire la struttura logica di una rete.
Non è un singolo protocollo, è bensì una “pila” di protocolli. Vediamoli insieme e cerchiamo di spiegarli uno alla volta.

Livelli OSI

Pila Protocollare OSI

All’inizio del mio studio delle Reti ricordo che avevo questo schema come sfondo del desktop così da averlo sempre sott’occhio!

Ogni livello, detto layer, è strettamente legato a quello che lo segue e a quello precedente, e descrive una precisa regola nel processo di comunicazione.

E’ possibile notare che è diviso in due colonne. Nella prima è indicato il nome che assumono i dati in quel preciso livello, nell’altra il nome stesso del layer e cosa fa.

Facciamo un esempio.

I layers si iniziano ad elencare dal basso, da quello in rosso per intenderci e si chiama L1 o Layer 1.

Al Layer 1 i dati sono chimati Bits e il livello è quello Fisico (Physical in English! :D), a Layer 2, il livello Data Link, sono chiamati Frames, e così via…

I livelli che compongono il modello ISO/OSI

Partiamo con la descrizione dei singoli livelli dello stack protocollare.

Ricordati al fine di una corretta comprensione che si inizia a contare dal basso dello schema sopra riportato. Il Layer 1 è quello in Rosso!

  1. LAYER 1 – PHYSICAL:
    A questo livello di parla di Bits.

    In questo livello troviamo i protocolli che regolano la trasmissione dei dati tra i due nodi della rete, occupandosi principalmente della forma e tensione del segnale.
    Si occupa, infatti, della trasmissione di ogni singolo bit attraverso il canale di comunicazione.
    Detta in soldoni, qui è stabilita quanta corrente debba passare sui cavi Ethernet e nelle schede di rete.
    Ebbene si, le sequenze binarie di 0 e di 1 non sono nient’altro che la presenza (1) e l’assenza (0) di corrente.
  2. LAYER 2 – DATA LINK:
    A questo livello si parla di Frames.

    A L2 viene creato un Frame, infatti questa attività è detta framing, e nello specifico i dati vengono frammentati e provvisti di un header, una intestazione, e una tail, una coda i quali hanno funzione di controllo e indicano quali dati sono arrivati a destinazione e quali no.
  3. LAYER 3 – NETWORK:
    A questo livello si parla di Pacchetti.

    Qui accade ciò che è detto routing. Viene fatto l’instradamento cioè l’individuazione del miglior percorso nella rete per far giungere a destinazione i pacchetti. E’ qui che si pongono gli Indirizzi IP.
  4. LAYER 4 – TRANSPORT:
    A questo livello si parla di Segmenti.

    Questo livello ha il compito di controllare la corretta connessione tra due host.
    In breve esso si assicura che tra i due host si sia stabilita correttamente la connessione, che essa venga mantenuta e che venga correttamente chiusa una volta che tutti i dati sono stati trasferiti.
  5. LAYER 5 – SESSION:
    Da questo livello fino al settimo si parla di Dati.

    Questi protocolli si occupano nello specifico di gestire la modalità della comunicazione, full dulpex (comunicazione bidirezionale, come una telefonata per itenderci, parliamo e ascoltiamo contemporaneamente) o half duplex (comunicazione monodirezionale. Il contrario di prima. Come una comunicazione radio nella quale è necessario riferire che si sta smettendo diparlare e ci si prepara ad ascoltare).
    Altra funzione interessante di questi protocolli è quella del recupero di una eventuale comunicazione andata persa. E’ come se fosse colui che ricorda il “dove eravamo rimasti”! 😀
  6. LAYER 6 – PRESENTATION:

    Fornisce una rappresentazione comune dei dati trasmessi. In sostanza consente di trasformare i dati delle applicazioni in un formato standard.
  7. LAYER 7 – APPLICATION:

    E’ i livello più vicino all’utente finale, quello che di fatti interagisce
    direttamente con il software. E’ il mezzo per la connettività ent-to-end.

Parallelo tra l’OSI e il servizio postale




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